Isolamento10 luglio 2026·3 min di lettura

Ponti termici: cosa sono e come eliminarli senza demolizioni

I ponti termici causano muffa, freddo localizzato e dispersione energetica. Scopri come risolverli con IGK2 senza opere murarie invasive.

di Fabrizio L.

Se in casa hai un angolo che d'inverno resta sempre più freddo del resto della stanza, o una macchia di muffa che ricompare puntualmente sullo stesso pilastro, molto probabilmente non è un problema di umidità generica: è un ponte termico.

Cos'è un ponte termico

Un ponte termico è un punto della struttura in cui l'isolamento si interrompe o si indebolisce, creando una via preferenziale per la dispersione di calore verso l'esterno. Le zone più colpite sono:

  • pilastri e travi in cemento armato che attraversano la parete
  • balconi a sbalzo, dove la soletta prosegue senza interruzione dall'interno all'esterno
  • davanzali e cassonetti degli avvolgibili
  • angoli tra due pareti esterne

In questi punti la parete "conduce" il freddo molto più velocemente che nel resto della superficie muraria, abbassando la temperatura superficiale interna.

Perché è un problema serio

Un ponte termico non è solo una questione di comfort. Quando la temperatura superficiale interna scende sotto il punto di rugiada, il vapore acqueo dell'aria condensa sulla parete: è l'innesco perfetto per la formazione di muffa. A questo si aggiungono:

  • sensazione di freddo localizzato, anche con il riscaldamento acceso
  • aumento dei consumi energetici, perché la caldaia deve compensare la dispersione
  • degrado estetico e, nei casi più gravi, dei materiali della parete

Una regola pratica: se noti muffa che si forma sempre nello stesso punto, prima di pensare a un problema di umidità di risalita o infiltrazione, controlla se in quel punto passa un pilastro, una trave o una soletta di balcone.

Le soluzioni tradizionali e i loro limiti

La soluzione più efficace in assoluto resta il cappotto termico esterno, che avvolge l'edificio senza interruzioni. Ma non è sempre applicabile:

  • su edifici storici o vincolati, dove non si può alterare la facciata
  • nei condomini, dove serve una delibera assembleare e un investimento collettivo
  • quando i tempi e i costi di un cantiere esterno completo non sono sostenibili

L'alternativa più diffusa è la rasatura interna con pannelli in EPS o lana di roccia, ma richiede spessori importanti (5-10 cm), riduce la metratura utile della stanza e comporta comunque un cantiere con demolizioni parziali, ripristino di intonaci e tinteggiature.

Come IGK2 risolve il problema

IGK2 è un rasante nanocomposito che si applica direttamente sulla parete esistente, a spatola, in spessori di 2-8 mm. Grazie alla sua conducibilità termica dichiarata di λD = 0,0019 W/mk, riesce a ridurre sensibilmente la dispersione nei punti critici senza:

  • demolizioni o rimozione di intonaci esistenti
  • perdita significativa di metratura (pochi millimetri contro i centimetri dei sistemi tradizionali)
  • necessità di autorizzazioni condominiali complesse, trattandosi di un intervento localizzato

Il prodotto è inoltre traspirante, idrofugo e antimuffa, il che lo rende particolarmente indicato proprio nei punti dove il rischio di condensa è più alto.

Caso pratico: pilastro in un appartamento anni '70

Un caso tipico che incontriamo spesso: appartamento in un condominio degli anni '70, pilastro portante a vista nell'angolo del soggiorno, muffa ricorrente nonostante tinteggiature antimuffa ripetute ogni anno. La causa non era un difetto di ventilazione, ma il pilastro stesso, che agiva da ponte termico continuo tra interno ed esterno.

L'applicazione di IGK2 sulla superficie del pilastro e per una fascia di raccordo sulle pareti adiacenti ha permesso di alzare la temperatura superficiale interna nel punto critico, eliminando le condizioni per la formazione di condensa, con un intervento completato in pochi giorni e senza alcuna demolizione.

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